sabato 9 marzo 2019

La rivista La Vaca Mora e la storia del Bernina Express



Renzo Lupatin,presidente di Borghi d'Europa, ha dedicato ai temi delle ferrovie dimenticate
e della Mobilità dolce, un numero della rivista da lui ideata, La Vaca Mora.
Nel 1876 venne inaugurata la ferrovia Vicenza-Schio, a scartamento ordinario, che costituì la spina dorsale della rete ferroviaria dell’Altovicentino . La “vaca mora” era adibita non solo al trasporto passeggeri contribuendo al successivo sviluppo del turismo, ma anche al trasporto in pianura del marmo rosso e legname di cui l’Altopiano era ricco.
Ma sono anche ottant'anni che nel Veneto chiamano così il treno che Corre da Mestre ad Adria e viceversa. Lo volle il Duce, nel 1931, per collegare il Polesine a Venezia. G.C. scrisse anche un romanzo : La Vaca Mora, per l'appunto.


Il numero della rivista che Lupatin ha editato per la Giornata Nazionale delle Ferrovie (non)
dimenticate, riporta la storia del Bernina Express,in occasione delle giornate di informazione che
Borghi d'Europa promuove in Valtellina.

Borghi d'Europa in Valtellina per il Mese della Mobilità Dolce




A marzo Borghi d'Europa sviluppa le iniziative di informazione nel settore della Mobilità
Dolce , promosse da Co.Mo.Do (Cooperazione per la Mobilità Dolce).


Manifestazione: Giornata Nazionale delle Ferrovie Dimenticate e Mese della Mobilità Dolce
Titolo evento: I Borghi del Gusto lungo le Strade Ferrate
Data:23/03/2019
Tratta interessata: Bernina Express
Organizzatori: Associazione Borghi d'Europa
Descrizione: Un incontro di informazione per conoscere la storia del Bernina Express e del patrimonio enogastronomico della Valtellina e della Valposchiavo (Canton Grigioni-CH). Soste a Chiuro e Tirano.


Vivere la cultura dello spazio aperto seguendo territorio e paesaggio lungo un filo dolce e continuo a bassa velocità. Ricercare bellezze paesaggistiche e storiche del territorio, ripercorrendole lentamente per riscoprire ogni sua ricchezza culturale, estetica ed emozionale. Con queste premesse riparte il "Mese della Mobilità Dolce" ideato da Co.Mo.Do., con la giornata di punta dedicata alle Ferrovie Dimenticate, giornata partecipata da centinaia di associazioni locali ambientaliste, di equiturismo, di cicloturismo e trekking che hanno il merito di portare all'attenzione dell'opinione pubblica le linee dismesse, quando l'Italia si muoveva dolcemente fra piccoli centri ed entroterra più profondi, in zone baciate dalla bellezza di paesaggi unici.
L'obiettivo di Co.Mo.Do. non è un'ambizione conservatrice, ma progettuale. Una ferrovia dismessa può diventare tante cose utili: tornare ferrovia se ci saranno le condizioni, diventare una greenway, favorire il recupero di un territorio, trasformarsi in un parco naturale, in un corridoio ecologico. Oppure si può tenerla semplicemente 'congelata', in attesa di progettazioni differenti, ma 'protetta' da ogni degrado.
Il compito di Co.Mo.Do. attraverso l'organizzazione del Mese della Mobilità Dolce è di portare economia green attraverso la mobilità leggera e l'intermodalità in aree a vocazione turistica e paesaggistica, individuando sistemi di reti di percorsi fruibili dal turismo dei bikers e dal turismo familiare, dai cavalieri e dai pedoni coinvolgendo associazioni ed enti locali al dialogo con le Istituzioni perché d'obbligo possano investire nelle infrastrutture verdi, come accade in Europa. Molti percorsi virtuosi di recupero e rilancio avvengono dal basso e dai territori e per questo obiettivo Co.Mo.Do. si impegna ad attivarsi per far conoscere, riscoprire e approfondire con le comunità, le scuole e le organizzazioni locali l'inestimabile patrimonio delle infrastrutture dismesse come beni comuni da salvaguardare per rappresentare risorse su cui impostare uno sviluppo sostenibile del territorio. Un turismo ben progettato e ben gestito può contribuire a dimensioni dello sviluppo sostenibile perché aumenta il capitale sociale dei territori, contribuisce alla crescita dell'occupazione, diffonde la consapevolezza del grande patrimonio naturale e culturale del nostro Paese. Un modo concreto di "fare" per il bene pubblico ed il piacere della scoperta.
"Giornata Nazionale delle Ferrovie Dimenticate" e "Mese della Mobilità Dolce e Sostenibile" sono marchi registrati.



lunedì 4 marzo 2019

Milano : il Padiglione Ferroviario del Museo della Scienza e della Tecnologia



 


Situato nel cuore di Milano, a pochi passi dalla basilica di Sant’Ambrogio, il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia "Leonardo da Vinci" è ancora oggi il più grande museo tecnico-scientifico d’Italia, oltre che tra i più importanti d'Europa, e possiede un significativo patrimonio di esempi unici della trasformazione industriale del nostro Paese.
Il Padiglione Ferroviario (1967) conserva circa una ventina di locomotive e carrozze ferroviarie affiancate da strumenti utilizzati nella conduzione del traffico su rotaia.

Risultati immagini per immagini padiglione ferroviario museo milano

Ma se le iniziative del 2018 hanno avuto successo e sono state così numerose, lo si deve
indubbiamente alla realtà europea. Borghi d’Europa ha deciso così di legare la campagna d’informazione all’invito ai cittadini di partecipare al voto di maggio.
L’adesione alle iniziative di Stavoltavoto.eu ( in collaborazione con l’Ufficio del Parlamento Europeo a Milano), si salda così al progetto del 2018, per valorizzare e far conoscere il
nostro patrimonio culturale.

“Come europei ci troviamo di fronte a molte sfide, dall’immigrazione ai cambiamenti climatici, dalla disoccupazione giovanile alla protezione dei dati. Viviamo in un mondo sempre più globalizzato e competitivo. Allo stesso tempo il referendum sulla Brexit ha dimostrato che l'UE non è un progetto irrevocabile. Mentre molti di noi danno per scontata la democrazia, questa sembra essere sottoposta a crescenti minacce, sia nei principi che nella pratica.
Per questo stiamo creando una comunità di sostenitori che incoraggino una maggiore affluenza degli elettori alle elezioni europee. Il nostro obiettivo non è di raccomandare questo o quel candidato. Sosteniamo il voto in sé, cioè l'impegno nel processo democratico con cognizione di causa e in modo informato. Vogliamo rafforzare il valore dello scambio di idee e costruire una comunità di sostenitori in tutta Europa che si impegnino per il voto. Difendiamo il concetto di democrazia affinché tutti insieme abbiamo la possibilità di decidere in che Europa vogliamo
vivere.”
 
"Cosa fa per me l'Europa" https://what-europe-does-for-me.eu/

Campagna in collaborazione con l'Ufficio del Parlamento Europeo, Milano

- A sostegno della campagna istituzionale per le elezioni del 26 maggio del
Parlamento europeo

sabato 2 marzo 2019

Ad Argenta : la Pieve di San Giorgio - La campagna stavoltavoto.eu



La rete internazionale Borghi d’Europa ripropone tramite una intensa campagna d’informazione, dal 1° marzo al 17 maggio , i beni culturali che sono stati scelti nel 2018 Anno Europeo del Patrimonio Culturale .


Risultati immagini per immagini pieve di san giorgio argenta
La Pieve risale al 569 e fu costruita per volere dell'Arcivescovo Agnello di Ravenna. Attorno ad essa si sviluppò il primo nucleo abitato di Argenta.
Originariamente a tre navate, si presenta oggi ad aula unica con il tetto a capanna e un piccolo campanile a vela, poiché le navate laterali sono state progressivamente sommerse dalle colmate dei fiumi e dall'accumulo dei detriti. Il portale in marmo è romanico e risale al 1122, riporta ai lati le rappresentazioni allegoriche delle attività caratteristiche dei mesi dell'anno; nella lunetta centrale è descritto il Martirio di San Giorgio. All'interno spiccano un altare marmoreo in stile bizantino e resti di affreschi del XII secolo. I mosaici e i resti archeologici della Pieve sono riprodotti in copia nell'atrio del Museo delle Valli e conservati nel Museo Civico di Argenta e nel Museo Arcivescovile di Ravenna.
Ma se le iniziative del 2018 hanno avuto successo e sono state così numerose, lo si deve
indubbiamente alla realtà europea. Borghi d’Europa ha deciso così di legare la campagna d’informazione all’invito ai cittadini di partecipare al voto di maggio.
L’adesione alle iniziative di Stavoltavoto.eu ( in collaborazione con l’Ufficio del Parlamento Europeo a Milano), si salda così al progetto del 2018, per valorizzare e far conoscere il
nostro patrimonio culturale.
“Come europei ci troviamo di fronte a molte sfide, dall’immigrazione ai cambiamenti climatici, dalla disoccupazione giovanile alla protezione dei dati. Viviamo in un mondo sempre più globalizzato e competitivo. Allo stesso tempo il referendum sulla Brexit ha dimostrato che l'UE non è un progetto irrevocabile. Mentre molti di noi danno per scontata la democrazia, questa sembra essere sottoposta a crescenti minacce, sia nei principi che nella pratica.
Per questo stiamo creando una comunità di sostenitori che incoraggino una maggiore affluenza degli elettori alle elezioni europee. Il nostro obiettivo non è di raccomandare questo o quel candidato. Sosteniamo il voto in sé, cioè l'impegno nel processo democratico con cognizione di causa e in modo informato. Vogliamo rafforzare il valore dello scambio di idee e costruire una comunità di sostenitori in tutta Europa che si impegnino per il voto. Difendiamo il concetto di democrazia affinché tutti insieme abbiamo la possibilità di decidere in che Europa vogliamo
vivere.”

Campagna in collaborazione con l'Ufficio Parlamento Europeo, Milano
- A sostegno della campagna istituzionale per le elezioni del 26 maggio del
Parlamento europeo
"Cosa fa per me l'Europa" https://what-europe-does-for-me.eu/

venerdì 28 dicembre 2018

La ferrovia incompiuta Teglio Veneto-Bertiolo-Udine - Il ristorante La Ferrata


La ferrovia fu effettivamente costruita (come la coeva Ferrovia
Bertiolo-Palmanova-Savogna) da Teglio Veneto a Bertiolo e
da qui fino a Sclaunicco presso Campoformido, mentre oltre
questa località rimasero solo molti espropri.

I lavori di costruzione iniziati negli anni venti furono sospesi
in seguito alla crisi economica dell'inizio degli anni trenta.
Ripresi nel secondo dopoguerra con il rinnovato scopo di
costruire una direttissima a doppio binario tra Udine e
Portogruaro che avrebbe accorciato la distanza tra Venezia e
il capoluogo friulano (con raddoppio anche del tratto
Portogruaro-Teglio Veneto), vennero definitivamente sospesi
intorno agli anni sessanta poco dopo la conclusione del grande
ponte sul Tagliamento presso Madrisio di Varmo.
Successivamente la sede fu trasformata in una strada, detta
appunto "La Ferrata".
Ed è proprio su questa strada che i giornalisti e i comunicatori
della rete internazionale Borghi d’Europa hanno deciso di
inserire Varmo e Madrisio nei percorsi d’informazione del
Mese della Mobilità Dolce 2019 (Anno del Turismo Lento).
La sosta al ristorante bar pizzeria La Ferrata (un viaggio nel
gusto con i sapori di un tempo), ha poi dato un significato
a Le Vie del Gusto.
Stefania e Giovanni hanno saputo creare una ambientazione
che ricorda e onora il nome del locale : il mondo della ferrovia
è presente con rimandi e citazioni di grande fascino.
“Ogni giorno vengono proposte gustose ricette realizzate con
grande attenzione e cura del particolare, siano esse a base di
carne o di pesce.La cucina offre piatti della tradizione tipica
friulana e/o Italiana, con antipasti freddi, primi piatti, zuppe,
fritti leggeri, grigliate, insalate e dolci fatti in casa
accompagnati da selezionati vici DOC.
Non mancano, ovviamente, salumi e formaggi locali.
La pizza, cucinata nel forno a legna, è il nostro piccolo
Inno all’Italia amato da adulti e piccini. A richiesta è
disponibile anche la gradevole pizza con farina di kamut
o integrale.”
Risultati immagini per immagini ristorante la ferrata

lunedì 24 dicembre 2018

Anno del Turismo Lento : i borghi del gusto lungo le strade ferrate



La rete internazionale Borghi d’Europa e l’Associazione l’Altratavola, in occasione del
2019 Anno del Turismo Lento,propongono per il terzo anno il Percorso Internazionale
‘I Borghi del gusto lungo le Strade Ferrate’. L’iniziativa prevede la partecipazione al Mese
della Mobilità Dolce promosso da Co.Mo.Do (Cooperazione Mobilità Dolce) nel mese di
marzo e la realizzazione di stages di informazione in ben dieci Paesi e Regioni Europee.

Il progetto è stato presentato a fine novembre a Milano,Vetrina del Gusto, nel corso di una
conferenza stampa a convivio che si è tenuta alla Osteria della Stazione,l’Originale.
Il primo appuntamento del Percorso si tiene verso fine gennaio a Madrisio di Varmo, nelle
Terre di Mezzo del Friuli Venezia Giulia, vicino alla linea ferroviaria rimasta incompiuta
Teglio Veneto-Bertiolo-Udine. Intorno agli anni ‘60 i lavori vennero definitivamente sospesi,
poco dopo la conclusione del grande ponte sul Tagliamento presso Madrisio di Varmo.
Successivamente la sede fu trasformata in una strada, chiamata appunto ‘La Ferrata’.


Linea incompiuta Teglio Veneto - Bertiolo - Campoformido - (Udine)

Scheda

Dati principali
Lunghezza: 41,1 km
Inizio lavori: 1925
Interruzione lavori: 1960
Gestore: Ferrovie dello Stato
Scartamento: Ordinario
Stazioni e fermate: Udine, Pozzolo del Friuli, Sclaunicco, Bertiolo, Varmo-Rivignano, Madrisio, Morsano al Tagliamento, Teglio-Suzzolins, Teglio Veneto

Altre informazioni
Linea dalle caratteristiche di direttissima che avrebbe dovuto collegare con un percorso più breve dell'attuale Portogruaro con Udine.
Inserita negli anni '20 nel piano regolatore delle ferrovie da costruire in conto diretto dallo Stato sottoforma di due tratti distinti, da Teglio Veneto a Bertiolo come parte del collegamento con Gorizia Savogna e da Bertiolo a Udine come diramazione della precedente, nel 1953, in virtù della nuova configurazione del confine orientale italiano, fu riclassificata come relazione unitaria e fu attribuito carattere di urgenza alla sua costruzione, relegando la tratta Bertiolo - Gorizia Savogna al ruolo di diramazione.
I lavori di costruzione, iniziati negli anni 20, furono sospesi nel 1938. Ripresi dopo la seconda guerra mondiale, vennero definitivamente abbandonati intorno agli anni '60.
Il tratto effettivamente realizzato si estende per 29,1 km, da Teglio Veneto a Campoformido (località Sclaunicco): la sede ferroviaria é stata interamente costruita ed in qualche tratto è stata posata anche la massicciata. La palificazione é rimasta invece del tutto assente. Tutte le opere d'arte potevano ritenersi finite e completate. I fabbricati di stazione sono stati parzialmente edificati.
Il tratto successivo, da Sclaunicco ad Udine, rimase invece allo stato di progetto, probabilmente per la difficoltà nell'attraversamento dell'area militare dell'aeroporto di Campoformido.

Stato attuale
La sede ferroviaria, da Teglio Veneto a Campoformido, è tuttora evidente, in gran parte riutilizzata come carreggiata delle strade provinciali SP 40 e SP 95.
Anche il ponte sul Tagliamento, lungo ben 900 m, appare in ottime condizioni

venerdì 23 novembre 2018

Le Valli del Natisone all'Osteria della Stazione l'Originale,a Milano


La rete internazionale Borghi d'Europa presenta a Milano,Vetrina del Gusto le iniziative di
informazione che nel 2018 (Anno Europeo del Patrimonio Culturale) e nel 2019 (Anno Europeo
del Turismo Lento), toccano due terre di confine : le Valli del Natisone in Friuli Venezia Giulia
( Caporetto e dintorni in Slovenia) e la Valtellina ( Valposchiavo in Canton Grigioni,Svizzera).
L'incontro si tiene alla Osteria della Stazione l'Originale di Milano ; "dalla sua posizione privilegiata, l’Osteria fa l’occhiolino ai treni che corrono via veloci dai binari della Stazione Centrale e, come un sala d’attesa ferroviaria d’altri tempi, regala ai suoi ospiti un ambiente accogliente e caldo che invita a una lunga sosta, per lasciarsi andare al piacere del palato e delle chiacchiere."

Dalle Valli del Natisone l'Istituto di cultura slovena racconterà un territorio ricco di fascino e
occasioni enogastronomiche, in un autentico tempio della cultura e della cucina friulana.
L'incontro 'racconterà' anche il piano di comunicazione che riguarda le Valli del Natisone e
la Valtellina nel 2019.
L'iniziativa si svolge grazie al partenariato di informazione di una azienda friulana il Centro Dolce Friuli e del suo brand Tissi,Assaggio a Nordest.
"Tissi è un brand interno di Centro Dolce che esiste da diversi anni -osserva Saba Tisiot,CEO dell'Azienda-, nel 2018 abbiamo deciso di puntarci molto di più. Siamo convinti che sia la strada giusta. I consumatori sono sempre più attenti, prediligono prodotti bio, a km 0, senza glutine, anche se a volte questo tipo di scelte di qualità, richiede spendere qualche centesimo in più. Nel futuro, questo modo di fare impresa, verrà ulteriormente evidenziato e certificato, grazie alla creazione di uno stabilimento di produzione interno, a marchio Tissi, che riguarderà solo prodotti legati alle tradizioni del nostro territorio, a km 0."

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