venerdì 21 febbraio 2020

La partecipazione di Borghi d'Europa alle iniziative ideate da CO.MO.DO

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"Vivere la cultura dello spazio aperto seguendo territorio e paesaggio lungo un filo dolce e continuo a bassa velocità. Ricercare bellezze paesaggistiche e storiche del territorio, ripercorrendole lentamente per riscoprire ogni sua ricchezza culturale, estetica ed emozionale. Con queste premesse riparte il "Mese della Mobilità Dolce" ideato da Co.Mo.Do., con la giornata di punta dedicata alle Ferrovie Dimenticate, giornata partecipata da centinaia di associazioni locali ambientaliste, di equiturismo, di cicloturismo e trekking che hanno il merito di portare all'attenzione dell'opinione pubblica le linee dismesse, quando l'Italia si muoveva dolcemente fra piccoli centri ed entroterra più profondi, in zone baciate dalla bellezza di paesaggi unici.
L'obiettivo di Co.Mo.Do. non è un'ambizione conservatrice, ma progettuale. Una ferrovia dismessa può diventare tante cose utili: tornare ferrovia se ci saranno le condizioni, diventare una greenway, favorire il recupero di un territorio, trasformarsi in un parco naturale, in un corridoio ecologico. Oppure si può tenerla semplicemente 'congelata', in attesa di progettazioni differenti, ma 'protetta' da ogni degrado.
Il compito di Co.Mo.Do. attraverso l'organizzazione del Mese della Mobilità Dolce è di portare economia green attraverso la mobilità leggera e l'intermodalità in aree a vocazione turistica e paesaggistica, individuando sistemi di reti di percorsi fruibili dal turismo dei bikers e dal turismo familiare, dai cavalieri e dai pedoni coinvolgendo associazioni ed enti locali al dialogo con le Istituzioni perché d'obbligo possano investire nelle infrastrutture verdi, come accade in Europa. Molti percorsi virtuosi di recupero e rilancio avvengono dal basso e dai territori e per questo obiettivo Co.Mo.Do. si impegna ad attivarsi per far conoscere, riscoprire e approfondire con le comunità, le scuole e le organizzazioni locali l'inestimabile patrimonio delle infrastrutture dismesse come beni comuni da salvaguardare per rappresentare risorse su cui impostare uno sviluppo sostenibile del territorio. Un turismo ben progettato e ben gestito può contribuire a dimensioni dello sviluppo sostenibile perché aumenta il capitale sociale dei territori, contribuisce alla crescita dell'occupazione, diffonde la consapevolezza del grande patrimonio naturale e culturale del nostro Paese. Un modo concreto di "fare" per il bene pubblico ed il piacere della scoperta.
"Giornata Nazionale delle Ferrovie Dimenticate" e "Mese della Mobilità Dolce e Sostenibile" sono marchi registrati. "

Borghi d'Europa partecipa alla Giornata delle Ferrovie Dimenticate e al Mese della Mobilità Dolce, proponendo la iniziativa Borghi & Binari del Gusto, storico progetto di valorizzazione
dei territori lungo le strade ferrate.
Il 2020 prevede interventi e incontri a Falzè di Piave (Tv), in Valtellina, a Trieste e in Romagna,
nel quadro del progetto L'Europa delle Scienze e della Cultura.

sabato 8 febbraio 2020

Countdown per la Giornata Nazionale delle Ferrovie Dimenticate, fra memoria storica e volontà di riuso delle ex tratte.



Countdown per la Giornata Nazionale delle Ferrovie Dimenticate, fra memoria storica e volontà di riuso delle ex tratte.

Domenica 1 marzo, il movimento culturale Co.Mo.Do., attivo dal 2006, riaccende il focus sulla sensibilizzazione e salvaguardia dei tracciati, opere d'arte ed edifici delle ex ferrovie.

Il ritorno del Trenino Verde in Sardegna (Mandas -Laconi) apre l'anno del Turismo in treno 2020 indetto dal Mibact, per non parlare della presenza di decine e decine di eventi a piedi e in bicicletta lungo le tratte dismesse (circa 7000 km di ferrovie dismesse fra ex concesse , ex di Ferrovie dello Stato di cui la metà sono potenzialmente recuperabili) per evitare il deterioramento, preservare l'unitarietà del tracciato, anche in vista di un eventuale recupero ad uso ferroviario. Come per tutti gli altri eventi poi, la Giornata Nazionale delle Ferrovie Dimenticate non vuole essere solo un grande evento outdoor nazionale, ma anche un’occasione di approfondimento, con grande spazio dato ai contenuti grazie agli eventi in programma. Obiettivo: rafforzare sempre il suo ruolo di “indicatore” della salute del settore della mobilità dolce lungo gli antichi tracciati ferroviari dismessi. Spazio allora per questa edizione numero 13 a un format di successo conosciuto come il "Mese della Mobilità Dolce 1 marzo - 30 aprile" in cui non mancheranno i momenti di incontri, flash mob, raduni, convegni e incontri one-to-one dei soci e simpatizzanti della Co.Mo.Do.e dei suoi privilegiati partners: DMO Mediterranean Pearls e Simtur (Società italiana professionisti della mobilità dolce), con i quali si stanno costruendo in Italia cabine di regia per la mobilità dolce volta a riunire aree interne, cammini, rotte e ciclovie.
Oggi vediamo recuperati a greenway circa 800 km di tracciati con sessanta interventi di utilizzo. Non solo piste ciclabili ma progetti integrati di sviluppo per risaltare il passato ferroviario e promuovere territori attraversati, con attività economiche. Nel nord italia sono 500 i km di tracciati riutilizzati da ex ferrovie in concessione. Nel sud, il più gran numero di km dismessi sono in Sicilia, dove 1/10 degli otre 1000 km di ferrovie dimenticate sono state recuperate. Fra i maggiori eventi di richiamo ricordiamo la stupenda greenway Spoleto-Norcia con un tracciato ardito da fare in bici lungo gallerie elicoidali e con un interessante Museo ferroviario e vari punti di ex caselli dove si fa ristoro, noleggio di bici e rafting, la ferrovia dell'Appennino centrale, la Voghera- Varzi in Lombardia, la Treviso- Ostiglia dove vi sono guide e noleggi di bici per percorsi guidati, le vie verdi nelle ferrovie del Brennero facenti parte della ciclopista del sole, la ex ferrovia della Val Brembana, in Sicilia la Ficuzza sulla ex Palermo-Burgio, la Fermo-Amandola nelle Marche, la Colle Salvetti Guasticce in Toscana, la Gioia Tauro-Palmi-Sinopoli S.Pin Calabria, la Lercara Alta in Sicilia e cosi via.
La Giornata delle Ferrovie Dimenticate, dal Piemonte alla Sardegna, vuole essere da 13 anni una spinta proattiva verso le Stato e le Regioni affinché mettano a disposizione le risorse finanziarie necessarie per la loro conversione in greenway, se i tracciati non sono purtroppo più armati. Una parte delle dieci ciclovie nazionali individuate dallo Stato e messe a disposizione del gruppo FS sono destinate a ospitare alcuni tratti di queste ciclovie. Ma non solo. Con una legge dello Stato del 2017 si è dato uno strumento normativo che disciplina il ferrociclo (draisin o velorail) un carrello a pedali che si muove sui binari e viene già utilizzato in alcune regioni a riuso turistico. Continua l'opera di Fondazione FS che dal 2014 al 2018 ha riaperto 600 km di linee ferroviarie da nord a sud con 10 linee storiche, trasportando 100 mila viaggiatori con 460 eventi in treni d'Epoca su 10 linee. Ricordiamo la corsa primaverile del Treno del Mandorlo in fiore in Sicilia, uno dei più suggestivi e partecipati. Creare un sistema integrato di linee di comunicazione sostenibili equivale a dare a molte aree del Paese un'opportunità unica di sviluppo. Non solo ne gioverebbe la fruizione turistica che vedrebbe un incremento in numeri di presenze notevole, ma fattore ancora più importante, rafforzerebbe il tessuto socio economico delle aree in questione. Le comunità locali vedrebbero rafforzato il sistema di vie di comunicazione che le collega l'una alle altre, il sistema produttivo ne gioverebbe e così il fattore turistico inglobato in questo sistema integrato, diventerebbe parte attiva. Tutto ciò rafforzerebbe il legame profondo tra gli abitanti, i turisti e il territorio, unico strumento utile per tutelare e conservare il paesaggio che per sua definizione può esistere solo nello scambio incessante tra natura e cultura.
Centro Studi Co.Mo.Do. - Cooperazione Mobilità Dolce dal 2004
c/o Stazione Museo Ferroviario Spoleto-Norcia - via F.lli Cervi 10, 06049 SPOLETO - www.mobilitadolce.org
Comitato tecnico-scientifico DMO Mediterranean Pearls - Simtur - www.mediterraneanpearls.it - www.simtur.it
Per Foto e interviste: press@officinekairos.it - Officine Kairòs Grandi Eventi- Milano 
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sabato 18 gennaio 2020

13a Giornata Nazionale delle Ferrovie Dimenticate Domenica 1 Marzo 2020


La Giornata Nazionale delle Ferrovie Dimenticate intende favorire il recupero e la valorizzazione del tronchi ferroviari dismessi in Italia attraverso la riattivazione del servizio oppure la loro trasformazione in greenways o piste ciclo-pedonali. Sotto l'impulso e il coordinamento di Co.Mo.Do. ogni anno vengono organizzati da decine di associazioni locali di outdoor numerosi eventi in tutta Italia frequentati da migliaia di appassionati di mobilità dolce, in bici, a piedi, a cavallo oppure su treni a vapore lungo le tratte storiche conservate e curate amorevolmente da comitati e gruppi di volontari nazionali e regionali.
Tutti gli eventi di Co.Mo.Do. sono #plasticfree
Giornata Nazionale delle Ferrovie Dimenticate 2020

sabato 9 novembre 2019

140 giorni alla Giornata Nazionale delle Ferrovie Dimenticater


140 giorni alla Giornata Nazionale delle Ferrovie Dimenticate

1 marzo 2020: a bassa velocità sui binari delle linee ferroviarie che hanno fatto la storia dei territori italiani.

Milano 7 novembre 2019 - Mentre la primavera sta per nascere, nella prima domenica di marzo in tutta Italia i riflettori si accenderanno sui territori da vivere in mobilità dolce lungo le preziose ferrovie dismesse, in occasione della coinvolgente Giornata Nazionale delle Ferrovie Dimenticate, primo evento nazionale ad inaugurare la stagione outdoor in slow motion e giunta alla 13a edizione.
Concepito dalla Co.Mo.Do., ente indipendente del terzo settore nato per lo sviluppo della mobilità dolce nel tempo libero, e coordinato dalla DMO Mediterranean Pearls e dalla Società Italiana di Mobilità Dolce e Turismo Sostenibile (Simtur), l'iniziativa, in cui si intrecciano natura, archeologia industriale, sport e ruralità mediterranea, è diventata un must per gli appassionati del turismo outdoor.
L'evento va incontro alle aspettative di molte comunità locali che si attivano per la riconversione delle vecchie tratte ferroviarie dismesse come itinerari turistico-culturali o per la riapertura delle tratte ferroviarie sospese, e che chiedono di essere ascoltate, di sentirsi parte integrante di un sistema paese spesso centrato sulle grandi metropoli e dimentico delle migliaia di piccoli comuni e borghi.
La Giornata Nazionale delle Ferrovie Dimenticate rappresenta l'iniziativa di punta della Co.Mo.Do. che con Simtur sta varando un piano direttorio incentrato sull’importanza strategica del comparto del turismo sostenibile e della mobilità dolce quale mezzo di sviluppo economico.
Oggi il salto di qualità deve passare anche dalla messa a sistema delle ferrovie concesse, le cosiddette "minori" che molto hanno da offrire proprio perché messe a presidio di territori bellissimi e difficili, sui quali il treno ha rappresentato l'evoluzione e la liberazione dall'isolamento, ma dove le peculiarità agroalimentari, le tradizioni e gli stili di vita resilienti sono elementi attrattori eccezionali per un turismo sempre più esperienziale e alla ricerca di coinvolgimenti emotivi.
La Giornata Nazionale delle Ferrovie Dimenticate si dilaterà per altri 30 giorni dando vita al Mese della mobilità dolce (fino al 1 aprile) e inglobando eventi a piedi, a cavallo e in bici, portando a un ordito dinamico fra bellezza, paesaggio e storia. Non si tratta solo di rivendicare che il tessuto ferroviario esistente venga salvaguardato per garantire il trasporto locale: l'obiettivo è quello di favorire lo sviluppo di un microsistema economico, sociale e culturale integrato nel rispetto di patrimoni naturalistici territoriali che migliorino la qualità della vita delle aree, al fine di tenere insieme la filiera circolare formata da istruzione, lavoro, cittadinanza, turismo e sviluppo.
La Giornata Nazionale delle Ferrovie Dimenticate sarà presentata a Roma il 15 novembre alle ore 12 nel corso della cerimonia di premiazione del Premio GoSlow presso la sede dell'Enit in via Marghera 2.
Centro Studi Co.Mo.Do. - Cooperazione Mobilità Dolce dal 2004
c/o Stazione Museo Ferroviario Spoleto-Norcia - via F.lli Cervi 10, 06049 SPOLETO - www.mobilitadolce.org
Coomitato tecnico-scientifico DMO Mediterranean Pearls - Simtur - www.mediterraneanpearls.it - www.simtur.it
Per Foto e interviste: press@officinekairos.it - Officine Kairòs Grandi Eventi- Milano
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Una ferrovia attraverso le Valli del Natisone da matajur.com



Le Valli del Natisone, all'inizio del secolo scorso, erano percorse da una linea ferroviaria. Questa linea, a scartamento ridotto, congiungeva Cividale del Friuli con Caporetto. La partenza del trenino da Cividale del Friuli, avveniva dalla località  "Barbetta"; l'arrivo era inizialmente a Sužid (qui siamo già in Slovenia, allora Impero Austro Ungarico). Il fatto che la linea ferroviaria terminasse in un paesino così piccolo come Sužid era giustificato da problemi di natura militare. La ferrovia fu costruita nel corso della Prima Guerra Mondiale, inizialmente per esigenze militari, per cui era pericoloso avvicinarsi troppo alla linea del fronte. La linea del fronte già dopo pochi mesi di guerra si era fissata in modo abbastanza stabile su quello che veniva chiamato "Tolminski Most o Testa di ponte di Tolmino". Questo fronte andava da Tolmino verso il Mrzli Vrh e verso il Monte Nero il quale dal mese di giugno del 1915 era però saldamente in mano agli Italiani. Pure il fiume Natisone verrà attraversato più volte dalla traccia ferroviaria. Bisogna dire che dei ponti ferroviari di allora, oggi non ne esiste neppure uno.





Qui vediamo l'ultimo tratto dove la ferrovia costeggia il fiume Natisone. Siamo poco prima della frazione di Robič, in Slovenia
In questo punto la ferrovia scorre tra il fiume e la strada.

 Ecco il treno al capolinea. Il paese sullo sfondo è Kred; in alto a sinistra Potoki. Dopo la fine del primo conflitto mondiale, l'Italia occupa militarmente questi territori e costruisce ancora un tratto di linea della lunghezza di 2.900 metri per raggiungere Caporetto.
 
Alla fine della guerra e dopo il completamento di un ulteriore tratto da  Sužid a Caporetto, la linea fu adibita a servizio civile. Venne data in gestione alla ditta Eredi Binetti di Cividale del Friuli che la tennero dal agosto del 1921 all'agosto del 1932. Dopo quella data la tratta venne chiusa e abbandonata definitivamente perché non redditizia. Nel periodo di funzionamento erano attive tre corse giornaliere per ogni senso di marcia. Queste toccavano 16 stazioni e precisamente: Barbetta, San Guarzo, San Quirino, Vernasso, San Pietro al Natisone, Sorzento, Ponteacco, Tiglio, Brischis, Pulfero, Loch, Stupizza, Poiana, Robič, Sužid, Kobarid-Caporetto.
Dalla partenza da Cividale del Friuli il treno si dirigeva verso le Valli del Natisone con un percorso simile a quello dell'attuale strada statale. Giunto a Ponte San Quirino, proseguiva verso Vernasso e qui attraversava una prima volta il fiume Natisone su un ponte parallelo a quello attuale dirigendosi verso est, attraversando cosi la prima parte del paese di San Pietro al Natisone. Poi proseguiva lungo la valle a ridosso della montagna su un percorso a tratti rialzato e costruito appositamente anche per evitare le piene del Natisone. Lungo questo percorso il treno attraverserà anche qualche piccolo tratto in galleria.